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Visualizzazione dei post da Maggio, 2006

Gli uomini e le stelle...

“E mi parlò di un giovane che era innamorato di una stella. Stava in riva al mare, tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri. Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall'uomo. Credeva che fosse il suo destino quello di amare senza speranza un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinunce e di mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore. Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella. Una volta, trovandosi di nuovo su un alto scoglio in riva al mare notturno, stava a guardare la stella ardendo d'amore. E nel momento di maggiore desiderio fece un balzo nel vuoto e si lanciò verso la stella. Ma nel momento stesso del balzo un pensiero gli attraversò la mente: no, é impossibile! Così cadde sulla spiaggia e rimase sfracellato. Non sapeva amare. Se nel momento del balzo avesse avuto l'energia di credere fermamente, sarebbe volato in alto a congiungersi con la sua stel…

Nati due volte

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“Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita. Questa almeno è la mia esperienza. Non posso dirvi altro.” In questa frase sta tutta l'essenza del libro Nati due volte di Giuseppe Pontiggia. Tra queste pagine si srotola una storia triste e meravigliosa come solo i grandi amori sanno essere. Pontiggia, padre di un figlio disabile, ripercorre nel romanzo la vita sua e di suo figlio (che ha ormai più di trent'anni) con la serenità propria dei sopravvissuti. Tutta la vicenda prende il via da un semplice errore umano, fatto da un medico al momento della nascita del bambino, che tramuta una vita "normale" in una "speciale". E' un libro che merita di essere letto perchè ha il pregio di mostrare come si può vivere un'esistenza in sali…

I figli delle montagne

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San Martino del Carso

Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato

La Pazienza del vivere

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"Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa"
"Comunque il caos, come la pazienza del resto, ha un limite mentre io, è risaputo, no" Andrea Pazienza

Il cuore degli zingari

Gli zingari Chiozzo/Cour/Giraud Zingaro chi sei Figlio di Bohemia Dimmi tu perchè Sei venuto qui Quando mi stancai Dell'Andalusia E tu vecchio dimmi come fu La mia terra ormai non esiste più
I cavalli son stanchi nell'umida sera Ma la folta criniera Sembra il vento invocar Stan gli zingari attorno alle fiamme splendenti Destan ombre giganti Nel chiarore lunar
Palpita allor la canzon più bizzarra Nasce nel cuor quel vibrar di chitarra
Questo è il canto di chi non conosce frontiera E l'ardente preghiera del gitano che và
Dimmi deve vai Tornero in Bohemia Me ne andro lontan Per mai più tornar E tu dove vai Nell'Andalusia E tu perchè piangi cosi Io son vecchio ormai e rimango qui
O gitano perchè non rimani stasera Per la nuova avventura puoi domani partir Resta ancora a cantar nella notte stellata Finchè l'alba spietata Faccia il sogno svanir Canta che un di il gran re di Cuccagna Ti regalò un castello in lspagna
Questo è il canto di chi non conosce frontiera E l'ardente …