mercoledì, febbraio 28, 2007

La tolleranza


Su uno dei concetti più complessi e controversi della storia del pensiero umano cerca di far luce un piccolo libro scritto da Maria Laura Lanzillo scritto per Il Mulino.


La tolleranza, idea che molti politici dei nostri giorni inneggiano senza ben sapere cosa sia, nasce agli albori della nostra civiltà come concetto negativo: tolerare rimanda al sopportare, al rassegnarsi ad uno sforzo di conservazione.

La sua accezione muta nel corso della storia e si lega all'idea di limite e di altro perchè, alla fine, è verso colui che sentiamo diverso da noi che esprimiamo (o non esprimiamo) la nostra tolleranza.

Ed oggi, in un mondo contemporaneo in cui i confini si stanno sbriciolando e l'idea di Stato nazionale non sembra più così perfetta, questo concetto torna di grande attualità con tutte le domande che esso comporta. Fin dove si può spingere la nostra tolleranza? è giusto tollerare chi non ci tollera? Come si può andare oltre la tolleranza?

Questo saggio mi è capitato tra le mani mentre stavo preparando un esame e leggerlo mi ha costretto a riflettere. Non sono pagine semplici per chi è digiuno di filosofia, ma è una lettura a mio parere interessante ed attuale perchè, per risolvere il nostro oggi, è bene sapere che cosa stava nel nostro ieri.



Alla prossima

15 commenti:

Sara Sidle ha detto...

Credo che la tolleranza sia uno dei concetti più difficili da portare avanti.
Non so, se io sono tollerante. So per certo che non sempre riesco a dare quel rispetto, che il senso buono del termine comprende.E sono concorde nel non capire se la cosa migliore sia dare tolleranza a chi non la da. Si rischia di cadere nella stupidità..
Ho fatto dei discorsi incasinati, ma spero che tu abbia capito il concetto!
Bacioni

Susanna ha detto...

Sono sicura che è un testo che merita di essere letto. E forse può anche insegnare qualcosa di importante; Se al mondo ci fosse un po' più tolleranza si vivrebbe decisamente meglio!

elrond ha detto...

Sarebbe bello che la tolleranza fosse insita nel modo di guardare al prossimo e non un esercizio di volontà. Perchè tollerare chi non ci tollera? Che espressione intollerante! :°]

PS: Sto prendedo coscienza di quanto tu debba essere dolce e tollerante. Perdona la battuta stupida.

francy ha detto...

Questo appena ho un attimo lo leggo di sicuro!

netstar ha detto...

Forse più che di tolleranza si dovrebbe sul serio iniziare a parlare di integrazione. Ma integrazione vera. Difficilissimo.

Buona serata! :)

Miss Dickinson ha detto...

Nel 2007 la tolleranza dovrebbe essere parte integrante di ognuno di noi, e senza nemmeno troppa fatica. Purtroppo, in troppi casi, è l'intolleranza a farla da padrone, come se ancora non fossimo in grado di comprenderne il vero e tremendo significato.

Giancarlo ha detto...

Un'altro libro, non troppo recente, che può far riflettere un pò: "Gli italiani sono razzisti?" di Giorgio Bocca, 1988, Garzanti;
A me piace molto Bocca, a parte il suo trascorso di partigiano, a parte anche lo spessore culturale e la carriera giornalistica (seria, fatta sul campo, non comperata a suon di manovre di corridoio), insomma a parte questo, mi piace come scrive, come riflette le cose (varie) del nostro tempo, dalla politica ai rapporti umani (nell'ultimo libro letto descriveva il suo sentirsi per la prima volta, come dire?.. ai margini della società, dei legami umani e famigliari, per via della sua età). Quando scrive Bocca ci va giù duro, senza mezzi termini, si tratti di ministri, letterati, preti o accademici.. mi piace questo suo scrivere schietto, di chi non ha nulla da nascondere, ma soprattutto, con il suo passato, non ha da dare giustificazioni a nessuno e forse più di altri ha da prendere la parola.

Il Giomba ha detto...

BaciSSSSSimi :-***

viola ha detto...

anni fa mi è stato detto "non tollero la tua tolleranza"!

oggi penso che si ricrederebbe!

Gala ha detto...

Sara: il messagio mi è perfettamente arrivato. La tolleranza è una strada difficile e credo che tutti nelle vita siamo stati intolleranti per qualcosa. La consapevolezza di questo comportamnto è quello che ci aiuta a cambiare.
Susanna: ^_^
Elrond: Sei dolcissimo! (grazie per il p.s.).
Credo la domanda se sia giusto tollerarre l'intollerante sia in fondo un modo per cercare una via nuova che riesca ad inserirsi nella complessa realtà multiculturale del nostro tempo.
Francy: contente che tu abbia apprezzato la recensione.
Net: infatti nel libro viene affrontata anche la questione del superamento della tolleranza, ma se andavo avanti a parlare vi raccontavo tutto il libro!!!
Miss: l'intolleranza riesce a dilagare come una macchia di olio, certe volte...hai ragione.
Giancarlo: "Gli italiani sono razzisti?" non l'ho letto, ma mi sembra interessante.
Giomaba: bacio
Viola: ci puoi giurare che si ricrederebbe!!

Marco ha detto...

La butto lì, ma tempi fa ci avevo pensato meglio. Forse è il termmine tolleranza ad essere fuorviante al giorno d'oggi. Riflettere sulla storia di questo concetto, però, può aiutarci a capire quale sia la strada che possiamo seguire e quale sia la semantica da adottare in certe discussioni.

daniela ha detto...

Secondo me il termine "tolleranza" non è adatto; come dici tu, ha un'etimologia che rimanda alla sopportazione, e non al rispetto e all'integrazione.
Forse è di questi ultimi termini che si dovrebbe parlare. Ma si sa, il rispetto è difficle da conquistare, e, prima di darlo agli altri, bisognerebbe imparare a d averlo per se stessi.

P.S. Ma il Giomba manda sempre e solo baci? :-)

Robin ha detto...

Non sembra un libro facile, ma di certo credo sia utile e molto attuale.
Lo terrò in considerazione.
See ya!

Il Giomba ha detto...

Buoooongiornissimo ! :-D

Gala ha detto...

Marco: Riflettere sul passato è il primo passo per cercare di trovare una nuova strada, alla fine il senso del libro è quello.
Daniela: infatti credo che la tolleranza vada rivista e superata, ma in primo luogo bisogna capire da dove arriviamo. Il rispetto è difficile da ottenere, ma non è detto che la buona volontà di tutti noi non riesca a smuovere le montagne.
Robin: il libro è infatti piuttosto complesso, qualcosa di filosofia bisogna sapere per leggerlo.
Giomba: buongiorno anche a te!