lunedì, febbraio 12, 2007

Gelo

Sabato sera, in compagnia dei miei amati fazzoletti di carta, ho guardato alcune interviste de “Il senso della vita”. In questa puntata mi ha particolarmente colpito la storia di un uomo, Vitto Claut, che ha deciso di farsi ibernare…



Da sempre l’uomo è alla ricerca dell’elisir dell’eterna giovinezza o della lunga vita. Si tratta del sogno di andar oltre la morte e l’ignoto conservando per sempre il proprio corpo e la propria vita. L’avvocato Vitto Claut da sempre coltiva il desiderio di resistere a ciò che il destino perpetua sulla vita di ogni uomo: il deterioramento delle funzioni vitali che portano tutti i corpi, prima o poi alla morte. L’avvocato è il primo cliente italiano del centro in Arizona specializzato in ibernazione umana. Subito dopo che si muore, con un procedimento particolare, entro due minuti dal decesso, si può portare a meno 90 gradi il corpo, per salvare il cervello. Dopodiché è necessario prendere il sangue e metterlo vicino ad un ampolla mischiandolo con una particolare sostanza di azoto. Il corpo congelato, a distanza di un mese, va messo a testa in giù fino a quando non raggiungerà -195 gradi e resterà al fresco fino a quando non cercheranno di trovare la cura della malattia per la quale si è morti. “Certo se dovessi morire nella caduta di un aereo- ironizza l’avv.Claut- sarebbe un dramma, non potrei mai applicare questo procedimento perché non troverebbero neanche un unghia di me. Se tutta la procedura non si fa entro le sei ore sarebbe impossibile programmare l’ibernazione”. Paolo chiede scherzosamente al simpatico ospite: “quando riciccia, che fa?” Il procedimento di riportami in vita sono sicuro che capiterà dopo 150 anni dall’ibernazione. Confida il signor Vitto -Ci credo fortemente a questa ipotesi. Non vedo il motivo per il quale non dovrei crederci. Negli anni ci hanno sostituito le mani, i reni, il cuore e il fegato. Fra vent’anni ci potrebbero sostituire il cervello. Non vedo perché non possa accadere che fra 150 anni rinasciamo. Sono sicurissimo che ciò accadrà .” Ma qual è la sfida che porta un uomo a firmare un contratto con il più importante gruppo di ricerca di criogenesi del mondo. C’è forse celato dietro un desiderio di immortalità ? “No, innanzitutto io amo moltissimo la vita, cerco di trovare tutto il positivo che mi da un senso alla vita. Afferma Claut- Vorrei vivere di più rispetto a quello che il destino mi ha dato. L’idea me l’ha data Fabrizio del Noce che ha scritto un libro nel 1996 “Non uccidere”. Sono andato nel gruppo di ricerca americano ed ho detto si, mi avete convinto”. Quando riportare in vita i clienti ci pensa la società a cui si mette in mano il destino del proprio corpo e della propria anima nel post mortem. Il gruppo per il momento annovera 800 soci, e il costo effettivo è di 175 mila dollari. Chi come l’avvocato Claut ha stipulato un assicurazione paga 3.600 dollari l’anno, più o meno come un affitto. Ci sono già 71 persone tenute ibernate a sotto zero, fra cui Walt Disney. Interviene Luca Laurenti che lancia una provocazione: “se si reincarna è tutto gratis, chi glielo fa fare?” “Io credo che la vita sia solo questa. Risponde l’avvocato- Una volta che non ci saremo più non c’è anima che tenga. Se non c’è niente dopo la vita, voglio congelarmi e rinascere perché voglio vedere io il mondo, sono io che sono curioso. In molti si ibernano solo la testa, costa di meno. C’è una logica però. Alcuni scienziati ritengono che il loro cervello sia più valido di altri. Quindi la speranza è che fra qualche anno il loro cervello possa essere impiantato in altre persone.” Ultima battuta di Paolo: “se si dovesse risvegliare, pensa di tornare ad essere la stessa persona, l’avv. Vitto Claut?” “Non me ne frega niente dell’avvocato voglio rinascere solo come di Vitto Claut.” (articolo tratto da www.ilsensodellavita.tv.it)

Mentre quest’uomo parlava nella mia testa scorrevano le immagini più disparate, ho rivisto la prima puntata di Futurama (!!) e poi, via via, mi sono ricordata di tutti quei film di fantascienza di cui la televisione è piena.
Ho avuto paura mentre ascoltavo quest’uomo perché mi sono immaginata la mia vita senza nulla di quello che amo e nulla di quello che odio. Ho pensato che non sarei io senza tutto quello che ora ruota intorno a me. Mi sono chiesta cosa farei dispersa in un tempo che non è il mio e che, con ogni probabilità, non saprei comprendere. Più ascoltavo e più il mio senso di inquietudine cresceva fino a quando, nel mio cervello, è rimasta una sola domanda: questo futuro vale tutta la fatica che Vitto Claut sta facendo per incontrarlo? Forse è questo il vero quesito a cui bisogna rispondere…

Alla prossima

Gala

11 commenti:

netstar ha detto...

non leggo quasi nulla del tuo post causa errori di visualizzazione... :(

Riprovo domani! :)

elrond ha detto...

Tutto questo mi ricorda la "mesmerizzazione" tanto cara a Poe... Credo che come allora si tratti del solito ciarlatano che spilla soldi a chi ne ha abbastanza da buttarne via in cambio del sogno della resurrezione...
Curare una malattia che ha già portato a morte qualcuno sul di lui cadavere, surgelato da qualche decennio.... Ma mi faccia il piacere! ;)

Il Giomba ha detto...

Ciao bella , tantissimi bacini per te :-***

Robin ha detto...

Non so quale vantaggio ci possa essere ritrovarsi in un non ben precisato futuro perdendosi un sacco di cose. Sono un fan dei percorsi, non delle mete.
See ya!

Rosario ha detto...

Ciao Gala!
Anch'io ho visto quella intervista. L'inquietudine è un sentimento comprensibile quando l'uomo si pone in quel modo con la natura. Credo che il futuro vada "conquistato" piano piano. Giorno per giorno.
Buon pomeriggio!

Sara Sidle ha detto...

Interessante il tuo post. Per quel che mi riguarda, credo che la nostra vita sia una. E' un apportunità che ci è stata offerta, è giusto viverla appieno, ma non sfidare le leggi della natura. Credo che codesto avvocato si affidi troppo a persone/società che non possono assicurare di esserci tra 150 anni.Immaginiamo che questo fantomatico gruppo, nel corso dei decenni abbia un qualsiasi incidente e si sciolga.Che succederà a chi si è affidato a loro?
Sono dell'idea che la cosa migliore è lasciare questa vità tranquilli e appagati di quello che si è avuto.L'avvocato potra dire lo stesso? A volte cho troppo vuole nulla stringe..
Bacioni

Miss Dickinson ha detto...

Mi fa una paura fottuta sentir parlare di iberanazione. Io sono contraria a tutte queste stranezze, peraltro senza criticare chi invece ci crede come il signor Vitto. Io non lo farei mai, anche la morte mi terrorizza, però credo che il nostro percorso sulla terra sia uno e solo quello. E poi fra 100 anni che cavolo ci starei a fare al mondo, sola come un cane e magari senza nessuna memoria?

daniela ha detto...

Io credo nella reincarnazione... perciò perchè affannarsi quando comunque c'abbiamo un sacco di vite da vivere? E poi non deve essere tanto piacevole risvegliarsi mezzi congelati no?
Sta gente secondo me c'ha grossa crisi.

Il Giomba ha detto...

BuongiorniSSSSSSimo ! Un bacino baciotto per te :-*

Gala ha detto...

Elrond: se fosse tutta opera di un ciarlatano starei meglio...
Giomba: Un bacio anche a te!
Robin: "sono fan dei percorsi"...questa frase è fantastica!!
Rosario: "conquistato" mi piace come termine.
Sara: pure io l'ho pensato...se l'azienda fallisce che fanno?? Non ci voglio pensare.
Miss: Esattamente, che ci faccio nel futuro senza nulla di quello che amo??
Daniela: Credo che debba essere orribile...

Abicetta ha detto...

Se non sbaglio il congelamento viene fatto dopo la morte giusto? Quindi male che vada possono rimanere cadaveri. La cosa più terribile sarebbe resuscitare dei menomati o dei vegetali. Oppure...
E se invece si resuscita un'altra anima? Magari perchè quella originale, stufa di aspettare lo scongelamento, nel frattempo se n'è andata a pigliarsi un altro corpo sano, giovane e senza scomodi ricordi che alimentino i sensi di colpa ? :P