Nella mia ormai consueta rassegna stampa del lunedì ho trovato, vagabondando su
Repubblica.it, alcuni articoli riguardanti l'Iran. Come molti di voi sapranno, in questi giorni, si è aperta la conferenza sulla Shoah voluta da Ahmadinejad. Credo che sia perfettamente intuibile l'intento di questa manifestazione: convincere il mondo dell'assoluta falsità del genocidio ebraico.
Quello che segue è un piccolo starlcio dell'articolo di Repubblica:
"Alla conferenza partecipano una sessantina di sedicenti esperti iraniani e stranieri dalle tendenze revisionistiche, tra cui il francese Robert Faurisson, che ha sempre negato l'esistenza delle camere a gas con cui i nazisti sterminavano i prigionieri rinchiusi nei lager e due mesi fa fu condannato in patria a tre mesi di carcere con la condizionale. Atteso inoltre l'australiano Fredrick Toeben, autore di uno studio intitolato "L'Olocausto: un'arma per uccidere".
Ci sono anche alcuni rabbini: "Siamo venuti per portare il punto di vista degli ebrei ortodossi - ha detto il rabbino britannico Ahron Cohen - Sicuramente diciamo che l'Olocausto c'è stato... Ma in nessun modo può essere utilizzato come giustificazione per perpetrare atti ingiusti contro i palestinesi".
Il discorso di apertura è stato affidato a Manouchehr Mottaki, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica: "Lo scopo di questa conferenza non è negare o confermare l'Olocausto. L'obiettivo più importante è creare un'opportunità per i pensatori che in Europa non possono esprimere le loro posizioni sull'Olocausto".
Leggere queste parole ha scatenato in me una fortissima senzazione di irrealtà che mi ha portata ad alcune riflessioni.
In primo luogo mi sono chiesta se, all'ultima mostra sull'olocausto che ho visitato, non sia stata colta da un'immprovvisa allucinazione e che, credendo di vedere testimonianze di una delle pagine più nere della storia, ho in realtà visitatato una nuova succursale dell'Ikea.
Appurato che ancora non sono arrivata a questo grado di follia mi sono posta una nuova questione. La frase "lo scopo di questa conferenza non è negare o confermare l'Olocausto. L'obiettivo più importante è creare un'opportunità per i pensatori che in Europa non possono esprimere le loro posizioni sull'Olocausto" ha senso?
Senza offendere il ministro iraniano, ma:
1) i negazionisti europei li conosco
2) io li conosco e vivo in Europa
3) va da se che anche in Europa queste persone possono esprimere la loro opinione!!! (ci sono addirittura 29300 voci su Google Italia)
4) Evviva!!
Però, in questo istante, mi sorge un dubbio... e se fossimo tutti vittima di una gigantesca allucinazione collettiva? Se ciò che vediamo non fosse reale?? E se fossimo tutti controllati??
A voi l'ardua sentenza...
Un saluto dalla vostra Gala in meditazione