lunedì, luglio 03, 2006

Messico 2006. Chi sarà il presidente???

Vi ricordate, pochi mesi fa, la diatriba che vide i nostri politici combattere a colpi di exit poll per accaparrarsi il governo della nostra nazione??
Credevo che uno spettacolo di così basso livello non fosse poi così comune nell'universo politico mondiale. Mi sbagliavo, perchè leggendo questo articolo su Repubblica ho scoperto che non siamo i soli, a questo mondo, ad avere cattive abitudini.
"E' testa a testa nelle elezioni presidenziali messicane fra il progressista Lopez Obrador e il conservatore Felipe Calderon.
Tra i due candidati c'è infatti un divario "molto stretto", come ha spiegato l'Istituto federale elettorale che ha rinviato a mercoledì l'ufficializzazione dei risultati. Gli exit poll elaborati da due differenti società di sondaggi sono contrastati. Secondo l'Istituto Covarrubias in testa ci sarebbe Andres Manuel Lopez Obrador, candidato del Partito della rivoluzione democratica (Prd), con il 37,10% dei voti. Il sondaggio è stato commissionato proprio dal Prd.
In base a questa rilevazione, al secondo posto si collocherebbe Felipe Calderon (Pan, destra) con il 34,60% e al terzo Roberto Madrazo (Pri, centro) con il 22,30%. Secondo l'istituto specializzato Mitofsky, il Partito azione nazionale (Pan) si è aggiudicato la maggioranza relativa alla Camera nelle elezioni svoltesi ieri in messico.
Il Pan raccoglierebbe il 35% dei seggi, il Partito della rivoluzione democratica (Prd, sinistra) il 31% ed il Partito rivoluzionario istituzionale (Pri, centro), il 28%. Sempre il Mitofsky ha detto di non essere in grado di fornire previsioni sul vincente nella corsa alla poltrona presidenziale. I due schieramenti hanno già rivendicato la vittoria. "Stando ai dati in nostro possesso, abbiamo vinto di almeno 500.000 voti. Questo è un risultato irreversibile", ha detto a una folla di migliaia di persone Lopez Obrador, che ha promesso di sposare la causa di milioni di messicani che vivono in miseria.
Pochi minuti dopo, anche il conservatore Calderon, delfino del presidente uscente Vicente Fox, ha rivendicato la vittoria. "Abbiamo vinto le elezioni presidenziali", ha detto alla sua folla.
I messicani chiamati alle urne erano 71 milioni e l'affluenza, secondo i primi dati, è stata molto alta per gli standard del paese (circa il 60%). Le campagne elettorali sono state impostate soprattutto sul ruolo che il paese deve assumere in politica estera: se far parte della schiera dei Paesi latinoamericani guidati da forze di sinistra, progressiste o populiste (Obrador), o se invece si confermerà il modello neoliberale applicato negli ultimi sei anni dal presidente uscente Vicente Fox, che ha giovato ai fondamentali dell'economia, ma non sempre alle fasce più povere (Calderon). Questo dilemma tiene sulle spine gli Stati Uniti, che ha ingenti scambi commerciali con il vicino meridionale, e condivide con esso e con il Canada una frontiera di 3.000 chilometri ed il Nafta, l'accordo riguardante un'Area di libero scambio del Nord America. "
In questo momento, in Messico, nessuno ha la più pallida idea di chi abbia vinto. Ma questo dato non ha certo fermato i politici che, senza preuccuparsi dei problemi e dei disordini che certe notizie possono provocare, si sono dichiarati vincitori.
A quanto pare, in ogni parte del globo, c'è chi vuol salire sul carro dei vincenti senza farne parte. Vedremo mercoledì chi sarà il nuovo presidente...a meno che le votazioni non siamo state "truccate", ovviamente.
Dato che sono qui ho deciso di ripagarvi per le mie prolungate assenze sul blog con un piccolo video sulle presidenziali messicane...adoro l'umorismo sudamericano...


Gala

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