lunedì, giugno 26, 2006

Intercettazioni e poi...


Mai come in questa afosa estate le intercettazioni telefoniche sono salite agli onori della cronaca. Per settimane abbiamo vista i giornali riempirsi delle puntuali trascrizioni delle telefonate intercettate. Prima calciopoli ed adesso il caso di Potenza in cui sono coinvolti molti nomi noti, tra cui quello di Vittorio Emanuele di Savoia.
E, sempre, in questa afosa estate, le intercettazioni si sono trasformate da eroine della patria in nemiche della privarcy.
Attaccate sia da destra che da sinistra su loro ora pendono pesanti accuse. Cosa fare ora??
Credo che la via del giusto mezzo, molto pubblicizzata e poco perseguita nel nostro paese, sia la strada da seguire. La conferenza stampa di Clemente Mastella in cui le intercetttazioni sono state viste come sintomo di pigrizia investigativa (non mi ricordo con precisione il termine, ma il significato era questo) mi sembra un'assurdità.
Le intercettazioni sono un mezzo utile per risolvere casi in cui le tracce oggettive sono troppo poche per un'incriminazione seria. In un paese come il nostro, fatto di furbi e creduloni, spesso le intercettazioni sono l'ultima possibilità.
L'utilità del mezzo però non ne giustifica l'uso scellerato che abbiamo visto in questi giorni. Non è possibile che dei documenti che dovrebbe essere sotto segreto istruttorio vengano sbandierati sulle pagine dei quotidiani. Questo atteggiamento, più che nutrire la libertà di stampa, svilisce il ruolo del giornale e del giornalismo che da momento di critica e informazione diviene una sorta di "piazza del mercato" in cui tutti sparlano di tutti.
Una legge che regolamenti le intercettazioni non so fino a che punto sarebbe giusta, mentre sono convinta che una regolamentazione della loro pubblicazione sia veramente auspicabile.
Ora vado a ripassare per l'esame...speriamo bene...
Gala
p.s: l'immagine è tratta da ZeusNews (sempre meglio citare...)

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