lunedì, maggio 22, 2006

Un mondo di virus


Sabato sera, per puro caso, ho visto parte del reportage proposto da TERRA!, il programma di approfondimento del Tg5.
Si iniziava parlando del problema dell' influenza aviaria e di tutti quei virus che ancora minacciano la nostra vita. Una cosa che mi ha colpito del reportage è l'intelligente osservazione fatta sui media. Ora come ora sembra, stando a quello che si dice, che l'aviaria non sia più un problema... i media tacciono e non danno più importanza alla cosa.
Nulla di più falso. In Indonesia, per esempio, si continua a morire esattamente come qualche mese fa, quando tutti i nostri mezzi di comunicazione erano puntati sul caso. Solo 3 ore fa Reuter ha lanciato questa news:
GIAKARTA (Reuters) - Test locali hanno confermato la morte di altre due persone a causa dell'influenza aviaria in Indonesia. Lo ha riferito oggi un alto funzionario del ministero della Salute.
Una delle vittime apparteneva alla famiglia di Sumatra sulla quale si concentrano i timori di trasmissione da uomo a uomo dopo che sei suoi membri sono morti per il virus questo mese.
"Un uomo della stessa famiglia di Sumatra è morto stamattina. Era il papà del bambino morto il 13 maggio. Era fuggito dopo avere ricevuto il Tamiflu", ha spiegato I Nyoman Kandun, direttore generale del settore per il controllo delle malattie infettive al ministero della Salute.
"Era poi stato trovato nel villaggio ma aveva rifiutato le cure", ha detto Kandun ai giornalisti.
I risultati dei test locali su casi di influenza aviaria non sono considerati definitivi e hanno bisogno di conferme dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
La settimana scorsa l'Oms ha confermato che i sei membri della famiglia, proveniente dal villaggio di Kubu Simbelang nella provincia Nord Sumatra, erano stati infettati dal virus H5N1.
I test su alcuni maiali hanno rilevato la presenza di anticorpi, suggerendo che gli animali siano stati recentemente infettati dall'H5N1.
Kandun ha spiegato che anche un 38enne di Giakarta morto la settimana scorsa era risultato positivo ai test locali per l'influenza aviaria.
L'Oms ha confermato 32 vittime tra persone provocate dall'influenza aviaria nella quarta nazione più popolosa del mondo, al secondo posto dopo il Vietnam per numero di morti umane provocate dal virus.
Come si può facilmente capire la possibilità di una pandemia (o peggio) è sempre alle porte del nostro mondo, ma il disinteresse in cui stiamo piombando ha dell'incoscente.
Il virus aviaria ha suscitato una reazione psicotica così forte perchè ha fatto leva su timori che affondano le radici nell'epidemia dell'influenza spagnola deglia nni '20 risalendo sempre più a ritroso.
Ora, da una fase di allarme esagerato, siamo passati ad una fase di indifferenza pericolosa da me soprannominata "se faccio finta di nulla sparisce".
Non possiamo mettere la testa nella sabbia, ma è nostro dovere cercare di mantenere alto il livello d'attenzione senza sfociare in casi di follia collettiva che non risolvendo nulla creano solo confusione.
Gala

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