martedì, maggio 16, 2006

Libertà di vendere ogni cosa

Nella mia rassegna mattutina dei giornali on-line guardo sempre Repubblica, Corriere e Tgcom. Stamattina su quest'ultimo ho trovato questo simpaticissimo articolo:
"Usa: libertà di vendere organi
Proposta shock per legalizzare mercato
E' polemica negli Stati Uniti per la proposta di una legalizzazione del mercato degli organi da trapiantare. Dopo la proposta lanciata dal Nobel per l'Economia Gary Becker, anche il "New York Times" e il "Wall Street Journal" hanno deciso di aprire una campagna chiedendosi se non sia il caso di rompere un tabù: poter vendere una parte del proprio corpo.
Sul Wall Street Journal, il professore dell'Università di Chicago Richard Epstein sostiene che i dubbi etici vanno accantonati davanti alle liste d'attesa lunghissime per accedere a un trapianto (nel 2005 negli Usa solo 16mila dei 70mila americani in lista d'attesa hanno ottenuto un trapianto). Per risolvere questo problema varrebbe anche la pena di correre il rischio di perdere i donatori disinteressati e quello di creare un'ulteriore sperequazione di fronte alle fasce più povere della popolazione che potrebbero, per ricavare denaro, essere spinte a diventare la principale fonte di donatori.
"Solo un esperto di bioetica - ha tuonato Epstein - può preferire un mondo con mille altruisti che donano un organo e 6.500 morti per mancanza di un sufficiente numero di persone altruiste, a un mondo nel quale non ci sono altruisti e non ci sono decessi per mancanza di organi". Ma anche un giornale progressista come il New York Times, pur con un approccio più morbido, si accoda e accetta di porsi il problema di un'eventuale legalizzazione.
La studiosa Sally Satel parla della creazione di un "mercato regolato" degli organi per ovviare al problema delle liste di attesa. La via sarebbe quella di offrire non denaro ma assistenza sanitaria gratuita, il finanziamento di una buona scuola per i figli e un'assicurazione sulla vita per chi dona reni.Una prima breccia sembra quindi essere stata fatta di fronte a un argomento che rimane un tabù etico, ma l'idea rimane ancora per i più inaccettabile. I liberisti sono convinti che le resistenza prima o poi cadranno. E' solo questione di tempo".
Io, personalmente, faccio parte di quella parte di popolazione che Epstein definisce "altruisti". Ho sempre pensato che, nel momento in cui non potrò più fare nulla per me, per ultima cosa farò qualcosa per gli altri.
La cosa che mi lascia veramente perplessa in questo discorso è la locuzione "mercato regolato".
Una persona povera, in un futuro vicino, potrebbe vendere pezzi di se per la propria sopravvivenza a persone e/o istituzioni statali. Per queste persone, che sostengono il progetto, non sembra essere una cosa importante. In fondo i poveri, per certa gente, sono solo poveri, no???
A presto
Gala

1 commento:

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e