sabato, maggio 13, 2006

La ricerca in Italia. Il caso Rubbia


Che la situazione della ricerca scientifica in Italia rasentasse l’assurdo già si sapeva, ma credevo che certi livelli non li avremmo mai toccati.
La scorsa settimana stavo sfogliando Newton in un bar e già dalla copertina ho avuto il mio piccolo travaso di bile quotidiano: “Carlo Rubbia - Addio Italia, porto in Spegna la nuova energia solare”.
Ho iniziato a leggere il servizio e ad ogni riga scoprivo che al peggio non c’è mai limite.
Secondo voi, un paese civile, come l’Italia si definisce, si può cacciare dalla guida dell’ENEA (ente nazionale per le energie alternative) un premio nobel e bocciare il suo progetto per una centrale solare fotolvoltaica incredibilmente innovativa? Ovviamente sì.
In questo paese fatto di immobilismo, arretratezza scientifica e burocratismo anche i “miracoli” accadono. Sarà in terra iberica che verrà realizzata la prima centrale solare termodinamica industriale che l’Italia non ha voluto. Doveva essere costruita in Sicilia dopo di tre anni di studi e ricerche condotte da Rubbia per il progetto Archimede, pioniere in Europa.
Invece sarà realizzata in Almeria dove dal 1977 esiste uno dei centri dedicato alle tecnologie solari più importanti.
Rubbia fino all’anno scorso era il presidente di Enea, ma, reo di aver rilasciato un articolo a Repubblica dove denunciava lo stato della ricerca italiana, è stato “cacciato” dalla presidenza. Lo scienziato a bene pensato di rivolgersi alla Spagna, paese del miracolo economico, riuscita a tappe forzate a colmare il gap ereditato dai trent’anni di dittatura franchista, che lo ha accolto a braccia aperte.
Farsi qualche domanda su cosa sta accadendo è più che lecito. Io credo che questa condizione sia abbastanza insostenibile. In questo mondo, in perenne crisi energetica, trovare fonti alternative di energia è l’unica strada per la sopravvivenza. Questo fatto rende incomprensibile l’atteggiamento dell’Italia di fronte ai suoi ricercatori.
A questo quadro non roseo si è aggiunta da poco un’altra novità: il progetto per il “rimpatrio” dei cervelli in fuga all’estero si è fermato per mancanza di fondi.
Che dire gente, siamo in Italia …

A presto

Gala

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