domenica, maggio 28, 2006

Dei delitti e delle pene

Pochi giorni fa, come credo tutti sappiate, è scoppiato un caso attorno al permesso speciale che è stato concesso a Erika De Nardo per poter giocare una partita di pallavolo fuori dai muri del carcere dove sta scontando la sua pena per il massacro di Novi Ligure.
Io non voglio esprimere il mio giudizio sul correttezza del provvedimento. Non sono abbastanza qualificata per poter discutere una decisione di un giudice. Invece, sulla reazione dei media, qualche parola ho voglia di spenderla.

Questi giorni hanno fatto somigliare la campagna mediatica “anti-permesso”, perché di questo si è trattato, ad una caccia alle streghe. Ho sentito affermazioni veramente di dubbio gusto come "sembra lei a comandare le compagne di gioco...". Questa ragazza non va certo difesa o giustificata, quello che ha fatto va al di là di ogni umana comprensione. Erika, per me, ha nel cuore un demone che io riesco a comprendere.
Tutto ciò non autorizza però lo sciacallaggio mediatico votato a strappare qualche consenso in più ai cittadini. Faccio anche notare che il recentissimo rifiuto, da parte delle autorità, della richiesta di inviare Erika in una comunità non ha certamente avuto lo stesso risalto.

Ormai solo gli strepiti, le urla e le condanne sembrano essere l’unica forma di notizia e di giustizia che questo paese ha.
Cosa servono ormai i tribunali se chiunque può scagliare la prima pietra?
Buona domenica
Gala

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