domenica, aprile 30, 2006

Ma gli italiani sanno leggere???

Qualche giorno fa ho lavorato ad una piccola inchiesta on-line per un esame. Fra tutti gli argomenti possibili ho scelto quello dell’analfabetismo in Italia.
Quello che ho scoperto, cercando notizie su internet, ha dell’assurdo.
Alcuni mesi fa si assisté sui media ad una lotta di dati che vide come protagonisti l’UNLA (un’associazione che combatte da anni l’analfabetismo) e l’Istat. L’associazione sosteneva che nel nostro bel paese ci fossero 6 milioni di analfabeti. Quindi 12 italiani su 100 non sapevano ne leggere ne scrivere…
La ricerca proveniva da un’elaborazione dei dati Istat del censimento 2001. Il giorno dopo l’Istituto di statistica smentiva queste cifre apocalittiche.

Dove sta la verità????

Il nodo della questione è sostanzialmente uno: l’Istat, nel censimento, considerava come analfabeti coloro che non avevano mai compiuto studi di nessun genere. Perciò analfabeti sono coloro che non hanno mai fatto neppure un anno delle classicissime elementari.
Diversamente l’UNLA aggiungeva i 5199237 cittadini privi di licenza elementare. Cittadini che hanno quindi regolarmente iniziato le scuole, per poi fermarsi qualche anno dopo soprattutto per andare a lavorare.
Il totale è di circa 6 milioni di cittadini analfabeti. Per la precisione: 5981579.
L’Istat contesta questo numero, perché sostiene che i veri analfabeti siano solo i cosiddetti analfabeti “reali”, pari a 782342 cittadini, e che, il fatto di non avere la licenza elementare, non sia un motivo per parlare di analfabetismo.
I suoi statisti affermano, e a ragione, che “Il problema è che non è vero che chi è privo di licenza elementare non sa leggere”.

Però, questa ingente fascia della popolazione, che conosce la lingua in un modo oserei dire approssimativo è a fortissimo rischio per quel fenomeno denominato analfabetismo di ritorno. Con analfabetismo di ritorno si intende che per 5 anni non si è esercitata la propria conoscenza della lingua e che quindi si è scesi di un gradino nell’istruzione.
Insomma, la cosiddetta “polemica” deriva dalla differente valutazione che viene fatta dall’associazione e dall’istituto della capacità di leggere e scrivere di più di 5 milioni di cittadini senza licenza elementare.
Da qualsiasi parte lato la verità la situazione rimane comunque critica per un paese che si definisce civilizzato. Il fatto che una fatto così ingente della popolazione non sappia leggere un giornale è una cosa sconvolgente. Bisogna fare qualcosa, ma sembra che per ora le istituzioni non abbiano ancora trovato un’idea valida.
Se siete arrivati fin qui a leggere ritenetevi fortunati, perché avete ancora la possibilità di conoscere con i vostri occhi e con la vostra testa il mondo.
Meditate, gente, meditate.

Gala

1 commento:

Max ha detto...

Buongiorno buongiorno..anzi, ormai il saluto dovrebbe tendere al buonasera... Carino il tuo blog, assai...perdona lo scandaloso ritardo nel venire a farti visita, ma c'ho pensato solo ora, in un assolato primo maggio che sto trascorrendo chiuso tra quattro mura al fine di preparare alla meno peggio il prossimo esame e di incastrarlo tra le miriadi di impegni che mi son andato a cercare...ma non mi lamento...sull'argomento del tuo post abbiamo già avuto modo di discorrere: la situazione è davvero grave, e credo che chi ha (come noi) la fortuna di studiare e di poter approfondire ciò che più gli garba abbia il dovere morale di dare il suo (per quanto misero) contributo a non cadere in un pozzo senza fondo. Con l'impegno, non con interventi a sproposito o caffè offerti. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Ciao cara, à la prochaine